L’Arciconfraternita conferma che il cocchio di campagna storicamente esistente è solamente quello che è custodito, per suo conto, presso la Chiesetta di S. Efisio a Giorgino, appartenente alla famiglia Ballero, ma soprattutto sottolinea che detto Cocchio è sempre stato autentico, pur se nei secoli è stata necessaria la sostituzione e la restaurazione di alcune parti danneggiate, come è avvenuto anche nel 1949, quando vi è stato l’intervento sul pianale e forse anche sulla parte alta del cocchio, secondo quanto affermato dai signori Contini ed Ignazio Sechi.

Non è però corretto affermare, come si è fatto, che sia stato costruito ex novo nel 1949, anche perché di ciò non vi è traccia tra i Confratelli, né nella memoria degli “anziani” del quartiere di Stampace, né infine nei ricordi della diverse famiglie che, a vario titolo, partecipano da tempo immemorabile al voto ed alla Processione di S. Efisio.
Anche in quell’occasione, come in altre, si è trattato di un intervento, ma non si sa se solo relativo alle decorazioni, o se invece abbia riguardato pure, in tutto o in parte, la struttura della cabina vetrata nella quale è collocata la Statua del Santo. Il tentativo non veritiero, di cui s’ignorano le vere ragioni, di postdatare il Cocchio di Campagna, da sempre definito settecentesco da televisioni, giornali e quotidiani, Unione Sarda compresa, come pure quello di affermare che il Cocchio sarebbe “taroccato”, offende la memoria religiosa della Confraternita, della Famiglia Ballero che lo custodisce durante l’anno, di tutti i fedeli e della stessa cittadinanza di Cagliari.

Ricordiamo, per concludere, che si tratta di un bene storico culturale importante per la città di Cagliari e non solo, vincolato, con il quale il Santo arriva ogni anno sino al luogo del martirio, un “pezzo” importante della processione di S. Efisio, candidata ad entrare, ad opera dell’Unesco, nel Patrimonio dell’Umanità.

Per tutti questi motivi l’Arciconfraternita, assolvendo quest’anno per la 353° volta il voto di fede dei Cagliaritani, ha chiesto maggiore rispetto, non tanto per se stessa, ma per la processione a cui essa è legata, come migliaia di fedeli.

ll “cocchio di campagna” accompagna il simulacro di S. Efisio in processione da Giorgino fino a Nora e, dopo due giorni, in direzione opposta. Da tempo il “cocchio di campagna” necessitava di diversi interventi di ristauro: dalla struttura di sostegno alla cabina, dai fregi alle decorazioni. E' necessario, quindi, riportare l’intero carro alla sua bellezza originaria.

Qualche anno fa è stato restaurato il “cocchio di città” ad opera del Comune di Cagliari, il 2008 è stato l’anno del “cocchio di campagna” che effettivamente percorre il tragitto di processione più lungo, più di 60 chilometri. Finalmente anche il “cocchio di campagna” è stato interamente restaurato, in accordo con l’Arciconfraternita di S. Efisio e dietro approvazione dei lavori da parte della competente Sovrintendenza ai Beni Culturali di Cagliari.

Quest’anno S. Efisio può "viaggiare sicuro" anche nel percorso tra Giorgino e Nora. Per queste ragioni il "Comitato per il recupero del Cocchio di Campagna di S. Efisio" si sta impegnando per una raccolta fondi che supporti le spese economiche per il recupero decorativo e strutturale del “cocchio di campagna” di S. Efisio.

Potrete dire di aver dato il vostro aiuto al patrono della Sardegna.

Per il restauro del cocchio di Sant'Efisio:
c/c bancario n. 102050 IBAN IT95 D010 0504 8000 0000 0102 050 presso la BNL sede del Largo Carlo Felice, Cagliari
c/c postale n. 94397601 Poste Piazza Del Carmine, Cagliari
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